Sardade II – La profezia dei Nuraghi

Solo chi è vissuto o è stato in Sardegna anche solo per una vacanza può confermare: chi arriva nell’isola, anche per un fine settimana, avverte una sensazione bruciante di viverla per migliorarla grazie alle cose più belle che ha visto e vissuto.

Ognuno dunque vuole contribuire col meglio che ha tratto dalla vita. Come se quest’isola appartenesse al nostro sogno migliore.

E’ per questo che molti amano l’isola fino al punto da rifuggirla. Perché la bellezza sprigionata da questo posto è tale che non accettiamo ciò che non ci sembra alla sua altezza.

Oggi sono in molti, sardi e non, che stanno tornando per creare innovazione e fertilizzare il tessuto sociale ed economico grazie alle esperienze fatte fuori. Qualsiasi esperienza abbiano fatto. Altri pur lavorando fuori hanno ricominciato a vivere ed investire in Sardegna nella speranza di poter tornare definitivamente.

Questo è l’inizio di un’inversione di rotta silenziosa ma inesorabile. E sta succedendo proprio ora sotto gli occhi più attenti.

Questo ricorda un’antica leggenda, o meglio una profezia, di cui parleremo poi, che diceva pressappoco così:

Dopo la caduta della civiltà nuragica arriverà un tempo lontano in cui la Sardegna si spopolerà e le giovani generazioni andranno via. Dopo quel momento però, verrà presto il giorno in cui molti cominceranno a tornare e a riscoprire le tradizioni. Ecco, quello è il segnale che sarà vicino il tempo in cui si tornerà all’antico splendore e i nuraghi saranno riattivati.

Faceva pressappoco così.

E mi sembra proprio così.

Emanuele Giuseppe Casula

2017-09-21T16:21:49+00:00