Sardade I – La malinconia spirituale

C’è una cosa fondamentale da dire: il progetto Nurachic nasce da quel misterioso sentimento che insegue e divampa in chi è andato via dalla Sardegna, ovunque si trovi. A New York a fare il manager, a Londra a lavare i piatti, a Rio a fare impresa, a Bali in vacanza o a Città del Messico a fare volontariato.

E quando comincia a bruciare, all’inizio ti accontenti anche dei quattro mori fuori da un ristorante di Amsterdam. Poi hai bisogno di qualcosa che ti appartenga davvero. Perché alle tue radici non basta più un vaso di terracotta.

Ma questo non lo immaginavi quando hai detto “me ne vado e non torno più”.

E nemmeno immaginavi che tutte quelle persone in terre lontane ti dicessero: “come fai a vivere lontano da quel paradiso che è la Sardegna?”.

Ecco, è suonata la campana: ora cominci a chiedertelo anche tu cosa ci fai laggiù lontano. Nonostante le meraviglie dei paesi che hai visitato ti senti chiamare dall’antico silenzio di quell’isola laggiù nel Mediterraneo.

Perciò ti documenti, studi da che posto provieni e adesso ti dispiaci perché non ti è mai venuto da andare in quel nuraghe che avevi dietro casa. E allora il bruciore si fa più intenso e sei felice quando torni, magari per le feste, perchè con questa nuova consapevolezza assapori tutto: l’ulivo millenario, il mare smeraldo e anche il semplice camminare tranquillamente per strada – mica come laggiù – ti dici.

Il bruciore ora passerà – ti dici. Ma solo esternamente, perché rimane qualcosa di irrisolto dentro di te che ti turba a New York, ti stanca a Londra, ti spazientisce a Bali e ti annoia a Rio.

È un silenzio che ti parla, con pazienza eterna, attraverso migliaia di nuraghi, dolmen, menhir e domus de Janas. Ti parla di sacro, ti parla di eterno.

Ti parla di qualcosa che appartiene alla tua anima.

È questa la Saudade Sarda. La Sardade.

È una malinconia del ritorno. Ma è una malinconia spirituale.

Di quando vivevamo la vita connessi: con la Natura, con il cosmo, con l’Infinito.

2017-08-05T07:14:14+00:00