3: Labirinto – la storia di Dedalo

Perciò tornando al mito del Labirinto e del “dedalo di strade” in cui ci si perde, emergono due nomi non a caso: Labirinto e Dedalo.

Cominciamo da Dedalo.

Dedalo è un personaggio che racchiude così tanti significati e così tante storie che già da solo  racconta vicende fondamentali per l’intera storia dell’umanità.

Intanto Dedalo apparteneva alla famiglia reale di Atene, discendeva cioè da Eretteo, un serpente dalla testa umana perché era una sorta di fantasma di un re o di un eroe sacrificato che comunicava i desideri di Atena, cioè faceva oracoli, e a cui si offrivano sacrifici cruenti.  Il simbolo dei discendenti di Eretteo era il serpente sacro, che appunto, veneravano nell’Eretteo.

Ad Atene Dedalo era intanto un grande fabbro, ed aveva imparato l’arte nientemeno che dalla dea Atena. Tra i suoi allievi aveva un certo Talo, che era un vero e proprio talento (inventò ad esempio la sega, il compasso e la ruota da vasaio) tanto che Dedalo se ne ingelosì e lo uccise. Per questo o fu esiliato – o fuggì – da Atene ed andò infine a Cnosso, Creta, dal Re Minosse.

Sottolineo che Eretteo e Minosse, a cui Dedalo deve la sua origine umana e storica, furono entrambi oggetto dell’ira di Poseidone.

Qui tra le sue doti e il suo ingegno, deliziava la corte reale intagliando il legno e creando statue animate. Grazie a questa arte creò, per Pasifae – la moglie di Minosse – una vacca di legno. Questa vacca serviva per ingannare il Toro bianco donato da Poseidone a Minosse perché Pasifae se n’era innamorata a tal punto che voleva farsi montare dal toro. Perciò quando il Toro vide la vacca di legno e la montò, non sapeva che dentro c’era Pasifae a gambe aperte. Da questo accoppiamento nacque il Minotauro (il mostro che fu nascosto nel Labirinto di Creta).

Per nascondere questo mostro Minosse consultò un oracolo che gli disse di incaricare Dedalo per costruire un nascondiglio. Fu così che Dedalo costruì questo Labirinto finchè Minosse non si infuriò con Dedalo, scoprendo che fu proprio lui la causa della nascita del Minotauro.

A quel punto Minosse rinchiuse Dedalo e il figlio Icaro nel labirinto ma furono liberati da Pasifae stessa. Per fuggire da Creta Dedalo inventò le famose ali, con cui volarono via, sembrando a tutti degli dei.

Dedalo nella fuga toccò Napoli (Cuma), la Sicilia (Camico) – dove continuò a costruire marchingegni grazie a cui poi uccise Minosse – e infine la Sardegna – dove raggiunse Iolao, che guidava un gruppo di ateniesi e di Tespi, abitanti del demo di Icario eroe greco nonché primo umano cui Dioniso insegnò come fare il vino

La figura di Dedalo – detto “il lucente” ma anche “elaborato con astuzia” –  assomiglia moltissimo sia ad Ulisse per il pellegrinaggio e l’ingegno, sia ad Efesto – detto “colui che brilla di giorno”, perché sapeva maneggiare i metalli.

Ecco già qui comincia a delinearsi la figura di Dedalo, uno dei pochi capaci di fuggire dal Labirinto.

Dedalo per tutta la sua esistenza oltre che col labirinto, ha dunque a che fare con la figura del Toro: Talo – famoso per le corna di Toro; Minosse – riconosciuto come un dio Sole-dio Toro; il Minotauro – uomo con la testa di toro; il Toro bianco di Poseidone.

 

Emanuele Giuseppe Casula

 

2017-09-25T19:28:17+00:00