2: Labirinto – La Mitologia e i Pirati

Ecco la potenza del mito: è capace di lasciare intatta una storia per millenni e farcela ripetere senza sapere il perché.

Finchè non scopriamo il perché.

Bisogna diffidare di chi usa la parola “mitologia” per denigrare storie e racconti scritti e orali.

Perché gli antichi l’hanno sempre detto: se volete sapere la Verità, cominciate a cercare dai nomi delle cose, quelli tramandati oralmente, quelli che hanno segnato per sempre storie, parole, città e luoghi.

Perché dietro ad ogni “storiella” c’è sempre almeno uno, se non più significati, precisi e potenti, connessi a fatti storici che evidentemente sono stati e sono così importanti, così legati alla nostra storia e alla nostra genetica, che continuiamo a portarci dietro come fossero enigmi irrisolti con cui le nostre anime devono prima o poi confrontarsi.

Oggi come non mai viviamo immersi nella riscoperta delle tradizioni e degli antichi miti, perché c’è qualcosa di irrisolto nella storia umana e in questi decenni stiamo facendo di tutto per portarlo a galla.

Quindi ben vengano i “pirati della mitologia”, quelli che si avventurano in mari sconosciuti avanzando tesi e ipotesi anche lontane dai porti sicuri dei manuali, perché tra loro ci saranno dei nuovi Schliemann (è lui nel francobollo della foto), ovvero colui che ha scoperto le rovine di Troia e di Micene basandosi sull’Iliade e l’Odissea – ovviamente deriso da tutta l’archeologia ufficiale.

Solo i pirati possono entrare nella mitologia senza preconcetti, perché dove c’è stato un vincitore, ecco che il vinto è demonizzato. Basti pensare alle corna del Toro, un tempo simbolo di pace e prosperità, poi diventate simbolo del diavolo.

Così il Labirinto.

 

Emanuele Giuseppe Casula

2017-09-21T16:17:09+00:00